4 Tecniche di scrittura per la divulgazione scientifica

Tecniche di divulgazione scientifica

Scrivere di scienza ha qualcosa in comune con lo scrivere un romanzo, un articolo di giornale o una lettera d’amore: bisogna avere in mente il lettore. La responsabilità della stesura di un testo, agevolmente leggibile e comprensibile, è del divulgatore che deve trovare la chiave per comunicare in modo semplice e accattivante.

Il lettore tipo  

I princìpi cardine della comunicazione strategica insegnano che il primo passo da fare prima della scrittura è analizzare le persone con cui si vuole comunicare. Pertanto, anche nel caso di chi scrive di scienza, è fondamentale avere bene in mente il proprio lettore tipo.

Se il contenuto verrà letto da altri scienziati, esperti del settore o professori universitari, allora si può procedere tranquillamente usando un linguaggio ricco di tecnicismi che descrive nei minimi dettagli l’argomento trattato.

Ma se invece il testo andrà nelle mani di persone “comuni”, non esperte di medicina, chimica o qualsiasi altra disciplina scientifica, ha davvero senso usare un linguaggio strettamente tecnico?

Ovviamente no, perché il grado di comprensione sarebbe pari a zero.

Ecco quindi perché è bene calarsi nella parte del lettore tipo, immaginandolo in carne ed ossa davanti a sé mentre si scrive.

Come attirare l’attenzione

La scienza non risulta interessante a chiunque. Spesso infatti sembra noiosa, distante e troppo complicata da comprendere a causa dei suoi numerosi concetti. Per questo motivo a volte non riesce ad attirare l’attenzione dei lettori, i quali hanno il potere di determinare il successo o l’insuccesso di qualsiasi libro o articolo.

È possibile rendere interessante un testo di divulgazione scientifica?

Certo. Si può e si deve cercare di attirare l’attenzione per diffondere la cultura scientifica presso chi legge e ascolta.

Esistono alcune tecniche di comunicazione che aiutano i divulgatori in questa impresa impossibile solo in apparenza:

  • La leva delle conoscenza, dei preconcetti e delle convinzioni;
  • La leva dell’immaginario e dei miti;
  • La leva delle emozioni, dell’identificazione e della vicinanza;
  • La leva delle aspettative.

Vediamole nel dettaglio qui di seguito.

La leva delle conoscenze, dei preconcetti e delle convinzioni

La cultura popolare contiene moltissime conoscenze, convinzioni e preconcetti da usare a vantaggio della divulgazione scientifica. Se infatti si fa riferimento ad argomentazioni note e familiari alla maggior parte delle persone, in maniera quasi automatica la loro attenzione viene catturata.

Perciò, quando una ricerca smentisce o conferma delle teorie radicate nell’opinione pubblica o nella cultura popolare, si presenta un’ottima occasione per far percepire la scienza come parte integrante della quotidianità di tutti i cittadini.

La leva dell’immaginario e dei miti

Chiunque possiede un immaginario, sia personale che collettivo. Fiabe, miti e credenze comuni si mischiano a quelle che ogni singolo individuo crea nella sua mente.

Questo non è un aspetto da sottovalutare per la divulgazione scientifica perché le storie fantasiose piacciono e attirano facilmente l’attenzione, molto più delle spiegazioni tecniche di un qualche fenomeno. 

Si può partire da episodi famosi della mitologia, dei romanzi e dei film, e raccontare quanta scienza contengono.

La leva delle emozioni e della vicinanza

La scienza sembra lontana e aliena a molte persone. La sua utilità infatti non è sempre un motivo abbastanza forte per avvicinare l’interesse dei lettori. 

Arricchirla con emozioni, curiosità e storie avvincenti è un ottimo stratagemma per ovviare a questo problema: basta scegliere un elemento di vicinanza (geografico, emotivo, di genere o culturale), prendere il fenomeno o il fatto scientifico da divulgare e scriverne in modo che sia vicino al lettore secondo questo criterio.

La leva delle aspettative

Quando si scrive di scienza, bisogna fare sempre i conti con le aspettative sia dei lettori sia degli altri ricercatori. I primi guardano alle materie scientifiche con un mix tra paura, soggezione e sospetto, i secondi invece si concentrano soprattutto sugli aspetti del rigore, della correttezza e della coerenza.

Il testo da pubblicare dovrà quindi concentrarsi sulle aspettative, sulle domande e sulle esigenze dei lettori, poiché il messaggio è destinato a loro, senza però rinunciare alla correttezza delle informazioni divulgate.

Conclusione

Divulgare la scienza non significa fare sfoggio delle proprie conoscenze attraverso concetti complicati e tecnicismi. Al contrario, il suo obiettivo è andare incontro alle esigenze del lettore-tipo per attirare la sua attenzione. Le leve dei preconcetti, dell’immaginario, della vicinanza e delle aspettative sono degli ottimi strumenti da utilizzare per entrare più facilmente in connessione con il lettore. 

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