La terapia emotiva: come le emozioni curano i pazienti

Terapia emotiva le emozioni che curano

Secondo l’approccio della Emotion Revolution, le emozioni sono risposte psicobiologiche agli stimoli esterni che influenzano la salute di una persona tanto quanto il corpo e la mente. La loro duplice natura, chimica e fisica, le rende parte integrante della malattia e della guarigione.

Prima le emozioni e poi le azioni

Le emozioni sono frutto dell’evoluzione dell’essere umano. Possono essere definite come dei programmi affettivi che organizzano il corpo, il comportamento e i pensieri attraverso una connessione tra le parti che compongono le stesse emozioni.

Come negli animali, anche nel genere umano ogni emozione viene prima di qualsiasi azione, ragionamento e pensiero. Per esempio, quando si percepisce una situazione di pericolo, prima si prova paura e poi si attivano i vari sistemi dell’organismo per rispondere alla situazione.

Tuttavia, se una persona non ha consapevolezza delle proprie emozioni, rischia di andare incontro ad un forte malessere personale che si può manifestare con disturbi psicosomatici, stress e malattie autoimmuni.

La terapia emotiva

La terapia emotiva ha lo scopo di aiutare i pazienti a sentire le proprie emozioni, riconoscerle e canalizzarle in comportamenti adattivi che non le blocchino.

Si basa su un problema molto diffuso: le persone, poiché non vengono educate alla cosiddetta intelligenza emotiva, non esprimono correttamente le emozioni che provano. La conseguenza diretta di questa cattiva abitudine è che gli organi si ammalano e vengono investiti dell’arduo compito di “sentire” le emozioni al posto dell’individuo.

Le parole sono lo strumento fondamentale per la terapia emotiva. Esse sono un un pensiero, un prodotto della mente connesso al corpo, il quale ora è dotato di una intelligenza e di una coscienza, facendolo diventare pensabile e comunicabile.

Quando le parole e i pensieri sono connessi direttamente con il corpo attraverso il sentire emozioni, allora avviene il cambiamento, la guarigione e la scomparsa di sintomi.

Un professionista sanitario ha quindi due compiti:

  1. Curare il corpo e i sintomi della malattia fisica, tangibile;
  2. Favorire il dialogo interiore del paziente al fine di riconnetterlo alle sue emozioni.

Il dolore e la sofferenza

Il dolore fa parte della vita, è impossibile evitarlo. Il caso e qualsiasi scelta prendiamo può portare potenzialmente ad esso. Eppure, da sempre gli esseri umani cercano di evitarlo a tutti i costi.

I malati possono scegliere di staccarsi consapevolmente da loro stessi, dal loro corpo e dai loro bisogni, emozioni, desideri e valori per non dover sopportare il peso delle loro emozioni cariche di dolore. A lungo andare, però, questo meccanismo di fuga genera ancora più sofferenza nella persona perché non lascia spazio all’espressione del dolore.

La terapia emotiva si basa proprio sul cosiddetto principio di “integrazione del dolore” per curare la sofferenza. Essa infatti aiuta i pazienti a mantenere il cuore aperto di fronte alle emozioni negative che una malattia può suscitare, come l’ansia, la rabbia e paura, senza fare ricorso a difese, stratagemmi e vie di fuga.

Accettare il dolore è fondamentale per il processo di guarigione. E riguardo a ciò Giovanni Pascoli scrisse “Il dolore è ancor più dolore se tace”.

Conclusione

Le emozioni sono qualcosa di innato negli esseri umani con lo scopo di mediare l’azione verso la soluzione che porta maggiore benessere per la persona.
Quando si ha paura di soffrire, come nel caso di una malattia, la tendenza è quella di evitare in modo consapevole di sentire le emozioni negative per alleggerire il proprio carico emotivo. Questo comportamento però attiva un ulteriore meccanismo di sofferenza, causato dalla repressione volontaria delle emozioni.
La terapia emotiva può interrompere questo circolo vizioso di dolore e sofferenza, permettendo ai malati di abbracciare il dolore e di abbassare le difese personali alla sua inevitabilità.

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