3 strumenti per piegare la scienza al grande pubblico

Spiegare la scienza

Chi fa divulgazione scientifica ha il dovere di spiegare il valore della scienza al grande pubblico. Tuttavia i segni, le formule e i grafici scientifici non veicolano alcun significato alle persone comuni perché non hanno gli strumenti per comprenderli.

Come risolvere questo problema?
Attraverso l’utilizzo di immagini (foto e video); strumenti potenti per raccontare in modo semplice, comprensibile ed efficace le proprie scoperte.

La comunicazione scientifica nella storia

Tra le tante eccellenze nella storia italiana, un esempio illustre è il libro “Istituzioni analitiche a uso della gioventù” scritto da Maria Gaetana Agnesi, matematica, filosofa e filantropa del 1700 (1718-1799). Si tratta di un testo in cui l’autrice raccolse le scoperte e le osservazioni fatte fino ad allora sul calcolo infinitesimale. La particolarità è che ci tenne a scriverlo in italiano invece che in latino, com’era consuetudine per l’epoca, e per ogni teoria aggiunse un disegno per facilitarne la comprensione.

Le immagini della scienza

I documentari sono molto diffusi tra il grande pubblico. La loro forza sta proprio nelle immagini che mostrano in modo immediato e tangibile qualsiasi fatto scientifico. Il tutto senza perdersi in mille complicate parole che confondono e rafforzano le cattive convinzioni come quella che la scienza possa essere troppo complicata.

Quando si scrive di scienza, bisogna tenere a mente la concretezza dei documentari e associare le proprie parole ad un’immagine chiara. Questa tecnica porta numerosi vantaggi poiché da una parte descrive e spiega il fenomeno scientifico, dall’altra offre una visione sull’oggetto in questione e richiama facilmente alla memoria l’argomento trattato.

In questo modo il messaggio veicolato soddisfa ben due obiettivi della divulgazione: arricchisce la cultura personale del lettore e trasmette informazioni corrette secondo il metodo scientifico.

Grafici, tabelle e schemi

I grafici, le tabelle e gli schemi sono due strumenti fondamentali per gli scienziati perché permettono di riassumere visivamente una raccolta di dati quantitativi più o meno ampia. Il problema però è che le persone comuni non sanno decifrare questo genere di linguaggio matematico.

Di conseguenza, i divulgatori scientifici devono educare i propri lettori alla corretta interpretazione dei grafici e degli schemi, spiegando con parole semplici cosa dimostrano e cosa smentiscono.

Non bisogna però soffermarsi per forza sul significato specifico di ogni singolo segno. Parlare al grande pubblico non vuol dire fare una lezione universitaria!

Può bastare anche il senso generale che quella tabella, grafico o schema trasmette; l’importante è aiutare le persone a prendere confidenza con questo genere di linguaggio.

Casi studio ed esempi

Alcune teorie potrebbero essere incomprensibili per le persone che non hanno alle spalle anni di studi in ambito scientifico. Ciò non vuol dire che non si possa far germogliare in loro una consapevolezza verso i temi trattati, attraverso la proposta di casi studio ed esempi.

Gli esempi riportano l’attenzione del lettore su come, quando e perché il fatto scientifico si manifesta nella realtà;
Con i casi studio si può mostrare un caso emblematico, realmente accaduto, che rappresenta il paradigma di una casistica più ampia.

Sia gli esempi che i casi studio sono perfetti per creare forti connessioni tra la realtà tangibile e i concetti astratti.
Gli strumenti

Un ultimo modo per parlare di scienza attraverso le immagini è raccontare gli strumenti e i macchinari. Si possono descrivere i pezzi che li compongono (leve, circuiti, pulsanti), i meccanismi di funzionamento, l’ingegnosità e la creatività che stanno dietro alla loro invenzione. Così facendo, i concetti scientifici vengono idealmente legati a un oggetto tangibile.

Ma non bisogna limitarsi soltanto alla descrizione visuale!

È bene ricordarsi che gli esseri umani hanno cinque sensi che, se coinvolti tutti insieme, rendono le parole talmente verosimili da far credere al lettore di stare usando davvero quello strumento. Oltre all’aspetto esteriore, quando possibile, è consigliabile descrivere anche le sensazioni tattili, il suono, il gusto e l’odore che si percepiscono dall’interazione con gli strumenti scientifici.

Conclusione

Per parlare al grande pubblico di scienza, è essenziale fare affidamento sulle immagini che le parole possono creare. Mentre si scrive un libro, un articolo o una presentazione, ci sono molti elementi da sfruttare per ridurre il livello di astrazione tipico delle teorie scientifiche.
Gli esempi, le tabelle e le descrizioni dettagliate permettono di rendere più concreti i fatti scientifici, senza però banalizzare la loro complessità.

Commenti